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  • Cristina Renni

La Coppettazione, dai bicchieri del nonno.

“Anche il nonno si faceva fare ‘e cuppett, quando tornava dai viaggi”, mi ha detto un giorno mia madre.

“E da chi le faceva?”

“Da una vicina di casa, una nostra paesana. I bicchieri, ecco, usavano i bicchieri, allora. Li scaldava con una candela e li metteva sulla schiena. Si faceva togliere un po' i dolori…”.

Parliamo del paesino di Campagna, nell'entroterra della provincia di Salerno, negli anni '50.

Mia mamma e le zie erano bambine e più di questo non ricordano. Il nonno spesso migrava al nord e all'estero per lavorare e poi rientrava. Dagli anni '60 in poi, tutta la famiglia si è spostata e hanno perso questa tradizione.

Approfondendo la storia della Coppettazione (o Cupping Therapy) ho visto che è una tecnica di benessere di tradizione popolare, presente in molte culture, in vari paesi del mondo, soprattutto dove il tasso di umidità è alto. Ed è un vero piacere sapere che questa tecnica ritorna nella mia storia personale e professionale, e che qualcuno della mia famiglia l'abbia sperimentato su di sé con beneficio, anni fa (e anche di recente!).

Ora applico le coppette (e me lo chiedono soprattutto i parenti!) e rimango presente, nella stanza, a osservare come reagisce la zona durante il tempo di applicazione, e la persona durante il trattamento.

Ci sono corsi veloci di applicazione di coppette, ed è una tecnica molto affascinante, che presenta però anche delle controindicazioni.

Per quanto mi riguarda, la base di riferimento che tengo presente è ovviamente quella dello Shiatsu Masunaga: valuto sulla schiena la zona piena e la zona vuota (riflesso di una condizione interna dell'energia degli organi), applico le coppette per un riequilibrio generale della persona, tengo monitorata continuamente la situazione, per vedere come reagisce la pelle (se soffre, se il sottovuoto è eccessivo, se la persona si addormenta o se invece si irrita) e nel frattempo faccio il trattamento Shiatsu alle gambe, trattando i Meridiani collegati alla valutazione fatta inizialmente.

Sui benefici della Coppettazione non dico nulla di nuovo:

– stimola la circolazione sanguigna e linfatica;

– porta in superficie i ristagni di tossine e sangue “vecchio” allo scopo di favorirne l'eliminazione;

– riattiva il movimento dei liquidi del corpo e quindi ridona energia vitale all'organismo;

– richiama sangue nella zona e dunque migliora la circolazione, anche allo scopo di decontrarre zone rigide;

– allevia dolori muscolari dovuti a uno sforzo eccessivo (molto usata nello sport, come abbiamo visto alle ultime olimpiadi);

– tratta sintomi dolorosi originati da una stasi di freddo e umidità principalmente, a volte anche un eccesso di calore o vento, che nella Medicina Cinese sono “agenti patogeni”.

E' importante essere consapevoli e tenere presente che ci sono anche controindicazioni: non va fatta in caso di astenia, febbre, irritazione della pelle, difficoltà di coagulazione o patologie del sangue, in caso di mestruo affaticante e in gravidanza. Valutate insieme all'operatore di fiducia.

I segni rotondi che restano non sono lividi (non sono provocati da un colpo verso l’interno), ma sono il risultato del sottovuoto. Già dopo 24 ore sbiadiscono e in circa 3-4 giorni scompaiono.

Se ne vedono di tutti i colori??! Più o meno! La mia esperienza non è lunga da poter raccontare casi eclatanti, ma qualche trattamento significativo mi è capitato.

- F., che si è addormentata durante il trattamento, e questo dimostra che la coppettazione non è dolorosa, se fatta con l’aspirazione giusta, ma è piacevole e confortevole. Su di lei i segni sono rimasti rossi, non aveva grosse stasi, ma sul suo punto più carico la coppetta “saltava”, non aderiva.

- C., in un periodo molto stressante, sentiva un forte dolore pungente sul lato destro della schiena. Anche al tocco era dolorante e pungente. Era il lato dove aveva avuto in passato il Fuoco di Sant’Antonio e sentiva che stava di nuovo covando. Abbiamo lavorato sul lato opposto e sui polpacci.

- D., una donna di più di 60 anni che sul sacro ha presentato il “segno chiaro”, una circonferenza di color grigio chiaro sulla zona dell’osso sacro. E’ una carenza di energia di quella zona e dell’elemento Acqua. Lamenta infatti di soffrire “da 30 anni di mal di reni”. Mi si è presentata quella che in Medicina Cinese viene definita “Carenza di QI”.

- E., segni rossi con screziature viola in un periodo di eccessi alimentari e lavorativi.

E’ importante prevedere un “ritorno del trattamento”, cioè una serie di cambiamenti e piccoli fastidi che si possono presentare nelle ore successive: mal di testa, urina e sudore più carichi, bisogno di riposare, sete. L’organismo è impegnato in un lavoro di pulizia interna e questo lavoro e sostenuto da un’abbondante idratazione per i giorni successivi.

E i nostri cuscinetti? Anche in caso di forte ritenzione idrica (soprattutto per noi donne su fianchi, gambe) è utile per ossigenare i tessuti, rimettere in circolo i liquidi interstiziali, favorire l'eliminazione delle scorie del metabolismo cellulare, che spesso rimangono fermi e infiammano i tessuti. Il tutto potenziato, se abbinato a una corretta idratazione, a un'alimentazione equilibrata con cibi anti-infiammatori e movimento semplice ma costante. E magari un ciclo di Linfodrenaggio Vodder, che dà una bella spinta di pulizia interna dei tessuti.

Cupping fa rima con Circolazione, Pulizia, Leggerezza.


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